STELLINA una adozione speciale

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L’adottante di Stellina  ci racconta la sua esperienza  di adozione per la nostra amatissima Stellina.

Stellina ora non c’è piu’, restera’ per sempre nei nostri cuori.

 

Martina ci  scrive :

Raccontare l’esperienza dell’adozione di Stella non è facile.

Sono giorni che provo a scrivere di lei, di noi, ma per qualche ragione non ce la faccio.

A volte semplicemente mi viene da piangere, perché la mancanza è lacerante. Altre volte provo un senso di gelosia che non so spiegare, come se non volessi che altri – estranei – guardino quello che è stato per me avere un cane come lei. Ho anche paura di perdermi in strani voli pindarici e filosofici sull’adottare un cane “malato”, anziano,  adulto, o sulle famose “adozioni del cuore”.

A questo proposito, se c’è una cosa che mi ha insegnato quest’esperienza, è che un’adozione è un’adozione: Stella non è entrata nella mia famiglia (e io nella sua) perché fosse un cane malato, ma perché qualcosa dentro ci ha portato a riconoscerci, e tutto il resto (che fosse adulta, che fosse gravemente minata nel fisico, nonostante non lo dimostrasse, che avesse qualche problema di obbedienza – questioni che adesso mi fanno quasi sorridere) è passato in secondo piano.

I primi tempi li ricordo un po’ confusamente: l’iter dell’adozione, la scoperta straziante dell’ernia diaframmatica, la decisione di non adottarla, il viaggio fino a Velletri per darle almeno uno sguardo e prendere comunque Obi, il ritorno a casa con due cani invece che uno. La vita che si ribalta, i gatti nel panico, gli orari tutti diversi, la preoccupazione per le sue condizioni di salute, la cattura di un povero piccione sotto il mio sguardo atterrito, un cucciolo da crescere e una cagna adulta temprata da mille battaglie e dal randagismo da fare uscire dal guscio.

I mesi passano e finalmente ci si assesta su una routine, capiamo che non possiamo lasciarla libera in spazi aperti se non siamo assolutamente sicuri che non ci siano pericoli (avrà anche un polmone solo, ma ha fiato da vendere, e perderla di vista è un attimo), la mattina vengo svegliata da una coda che sbatte e due occhi di Stella mi guardano adoranti in attesa di essere ammessi sul letto per le prime coccole… Stella conquista tutti, con la sua dolcezza ma anche con il suo essere così profondamente “signora”, battagliera, mai vinta, né dal suo male né dal suo passato di cane sicuramente maltrattato e abbandonato. Potrei andare avanti per cento pagine a raccontare tutto di lei, da quando l’ho portata a toelettare per la prima (e unica, perché due giorni dopo ci ha lasciato) volta, ed è uscita che sembrava una principessa. Di come mangiava con calma. Dei suoi peli, lunghissimi e bianchi, come capelli: ogni tanto li trovo ancora su qualche vestito o maglione. Del suo odore. Della sua passione per i volatili di ogni ordine e forma (compresa la gallina di mia zia, barbaramente sacrificata sull’altare dell’istinto predatorio), di quando abbiamo salvato un asinello appena nato perché lei – intenzionata a mangiarselo – l’ha trovato nel folto del bosco. Di come prendeva le mie mutande sporche dal cesto della biancheria da lavare, per portarsele in un posticino privato e nascosto, mossa da chissà quale feticismo e da un’indole monella. Come capivo che non mi avrebbe più ascoltata, solo da come cambiava “passo”, ma anche che alla fine è sempre tornata.

A un certo punto ha cominciato, di quando in quando, a respirare male, e così sono iniziate anche le corse dai veterinari, per capire che cosa stesse succedendo. Di operarla, non se ne parlava, troppo rischioso. Le cure sono state meramente palliative e sono durate un paio di mesi. Stella è morta nelle braccia di mia madre, a cui l’avevamo affidata perché dovevamo partire per due giorni, mentre la stava portando in macchina per andare un ultima volta dal veterinario. Abbiamo rinunciato al viaggio e siamo andati a prenderla. Riposa in un bosco, sepolta in uno dei luoghi che amava di più, su un terrazzamento affacciato sulle montagne, sotto un albero di cipresso che la veglia. Stava imparando a riportare la palla, la mattina prima era venuta a salutarmi come tutti gli altri giorni…

Stella è stata una maestra di vita, di gioia, di guarigione. E’ stata il mio cane e non sarà mai dimenticata. E’ stata con noi meno di un anno, prima di andarsene: non so se mi è bastato a capirla, a aiutarla a guarire dalle sue ferite, a amarla abbastanza. Il mio egoismo mi fa dire che no, non è stato abbastanza tempo, che tutto questo dolore sarebbe stato smorzato vedendola spegnersi per vecchiaia, come tutti i cani “normali”. Peccato che Stella “normale” e ordinaria non fosse nemmeno un po’.

 

Tante foto qui :

http://starestando.blogspot.se/2012/03/i-cani-stella.html

 

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Webmaster Anna Bianca