OTTO, 11 ANNI, IN CANILE DAL 2010…BASTA IGNORARLO!!!

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UNA SPERANZA PER OTTO… 11 ANNI, DEI QUALI 6 PASSATI IN UNA GABBIA… QUANDO AVRA’ FINE LA SOFFERENZA DI QUESTA CREATURA?

27 Marzo 2016 – Canile Comunale di Velletri (Roma)

Otto, 11 anni, dolcissimo pastore tedesco di taglia grande, un occhio cieco e la displasia delle anche.
Chippato, vaccinato, sterilizzato, leishmania negativo.
Non compatibile con cani e gatti.
In canile dal 2010.
Video sulla nostra pagina FB “Canile Comunale di Velletri”.

Adottabile solo al centro-nord Italia previa visita di preaffido.

Non ci contattate su Facebook ma ai seguenti numeri di telefono dal lunedì al venerdì ore 9-15 oppure ai seguenti indirizzi mail orario no stop:

Claudia: 338.7034771 adozionicanilevelletri@gmail.com
Silvia: 339.2208552 canile.velletri.silvia@gmail.com
Caterina: 333.9726087
Georgia: canile.velletri.georgia@gmail.com
Ufficio Adozioni: 06.96453459
Ufficio Diritti Animali Comune di Velletri: 06.96158492

In 6 anni di appelli, nessuna chiamata…
Quando era giovane tirava al guinzaglio, tanto da rendere necessario l’impiego di due operatori per portarlo a spasso (ciascuno con il proprio guinzaglio), perchè Otto era un cane incontenibile… tentava di scavalcare arrampicandosi sulla rete (e noi che lo prendevamo per la pettorina e lo tiravamo giù); si rosicchiava ossi più grandi di lui; ci aspettava davanti alla porta del box con la ciotola in bocca… ma dopo 6 anni di canile Otto è diventato l’ombra di se stesso… cade nelle buche senza riuscire ad uscirne, se non con l’aiuto degli operatori, è dimagrito molto, si trascina rassegnato sulle vecchie zampe, la schiena più curva e lo sguardo meno fiero rispetto a com’era solo qualche anno fa…
Di scrivere altri appelli non se ne parla, io non ce la faccio più, in 6 anni ho perso il conto delle parole spese per questo cane e cadute nel vuoto, non saprei più nemmeno cosa dire… per questo la mia collega ha deciso di scrivere un nuovo appello per Otto, un ultimo grido disperato per un cane che, pur adorando gli umani, è costretto a vivere quasi 24 ore al giorno chiuso in un box, solo, come unica compagnia il ricordo sbiadito della libertà e di una famiglia, la stessa famiglia che un giorno ha deciso di buttarlo via perchè non gli serviva più…

“Come si dice, se la speranza è l’ultima a morire, vorrei tanto avere le parole giuste per concedere a Otto la sua opportunità, perchè io la speranza non l’ho persa, non la perderò finchè Otto sarà in grado di respirare, lui si sarà anche rassegnato, ma io no… Così mi ritrovo a scrivere un appello per un vecchietto di 11 anni, ormai in canile da metà della sua vita, privato della sua libertà , dell’amore della famiglia che magari lo aveva tanto desiderato da cucciolo e che poi l’ha abbandonato senza il minimo scrupolo in mezzo alla strada, legandolo ad un palo davanti a un ristorante… ripenso al suo sguardo quando è l’ora della pappa tanto attesa, o della passeggiata nel recinto di sgambamento, o quando riceve le coccole dai volontari (gli unici momenti in cui può essere felice, anche se per poco) ed ogni parola sembra essere priva di significato per riuscire a colpire il cuore di chi legge queste righe. Ho provato tante volte a immaginare come ci si possa sentire ad essere traditi da chi si ama, ritrovarsi soli nel momento in cui si ha più bisogno di sostegno… come Otto, quando l’occhietto ha smesso di funzionare e le zampe hanno iniziato a cedere… Sicuramente Otto è stato abbandonato perché non ritenuto più in grado di fare la guardia per la quale era stato addestrato, sicuramente era diventato un peso anche solo dargli il cibo, dato che quando entrò in canile era pelle e ossa… Dopo 6 anni di appelli ti chiedi “cosa posso scrivere per far si che fra tanti cani bisognosi, sia proprio Otto ad essere scelto?”… se avessi scoperto questa formula magica forse non ci sarebbero più vecchietti nel canile di Velletri, ma dato che non l’ho ancora scoperta, posso solo parlarvi del mio desiderio più grande, quello che mi tormenta ogni sera prima di andare di andare a dormire, quando penso a lui solo, triste, con il muso sulle zampe e lo sguardo rivolto verso il cielo come in una preghiera… penso che non voglio che muoia dentro a quella gabbia… penso che abbia diritto a riscattare quel che resta della sua vita… penso che abbia diritto all’amore, quello vero, senza tradimenti… un amore che va oltre l’apparenza, che sa guardare nell’anima di un altro essere vivente e ne sa cogliere l’essenza… che lo vuole per ciò che è, non per come appare… che lo apprezza per la sua dolcezza e non per la bellezza, in lui sfiorita, come in chiunque supera una certa età!

Questo è il mio desiderio più grande, oggi lo condivido con voi, nella speranza che domani diventi anche il desiderio di qualcun altro…”

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Webmaster Anna Bianca